"Chi sono io?", "Beh se non lo sai te..."


Ho sempre avuto paura di rimanere senza stipendio. Per questo sono rimasto sorpreso quando ho deciso di mollare il mio lavoro.

Per tutta la mia (breve) vita lavorativa, ho fatto un solo mestiere: il ricercatore. Ho passato 12 anni nello stesso Istituto e nello stesso laboratorio. Fortunatamente, non nello stesso ruolo: sono stato prima dottorando, poi postdoc, tecnico e lab manager. Ovviamente, le ultime tre posizioni le ho assunte in contemporanea. Sì, a novanta gradi.

La grande illusione del lavoro moderno è questa: fare carriera senza fare carriera. Aumentano le responsabilità, ma non lo stipendio. Nel mio caso addirittura diminuiva. Finché, a una certa, ho detto anche basta! Ho mollato tutto e tutti. E mi sono preso un anno sabbatico.

Non posso dire che tutti i miei problemi siano finiti, una volta lasciato il posto di lavoro tossico che mi aveva tarpato le ali per anni. Ma posso confermare che molti di quei problemi si sono ridimensionati. E, soprattutto, ho imparato tanto. Mi sono però reso conto che non avevo imparato solo dal mio anno sabbatico. Avevo imparato soprattutto dal mollare il lavoro, per poi prendermi un anno sabbatico. E ho imparato molto dai motivi che mi hanno condotto a mollare tutto, nonostante la paura di non farcela.

Per questo ho deciso di farmi forza e raccogliere in questa serie di post tutto quello che ho imparato dalla mia passata, nonché unica, esperienza lavorativa. Perché si impara sì viaggiando e vedendo tante cose. Ma si impara ugualmente anche dallo stare nella propria prigione di abitudine e paura.

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